home is where the hurt is

oggi qualcuno mi ha lanciato un amo invisibile dal passato neanche troppo lontano. io ho abboccato, ma visto che ci si intende sui pesci e sul loro perchè, nessuno ha recuperato, nessuno mi ha lasciato boccheggiante fuori dall’acqua. semplicemente ci siamo parlati in silenzio. a parte qualche rimando obbligato a persone, luoghi, immagini nello spazio e nel tempo e punti di sutura mai dati, il resto ha fatto bene. e sorrido, pensando al modo delicato che ha la vita di darti un pugno in faccia e lasciarti stordita e quasi priva di sensi ogni volta.
e mi viene in mente un libro, white pigeons. serve qualcosa di piuttosto forte (mi pare fosse gin quello che chris leo ha offerto a più o meno tutti la sera del concerto 2005 a torino), poi un affare che legga cd, il cd dei vague angels, truth loved, imbustato in fondo al libro. (feticismo base: vedere, toccare, avere). poi c’è tutta una lista di motivi personali per strappare pagine, sottolineare frasi, odiare chris per aver trovato le parole che non sono mai riuscita a combinare riuscendo a dare esattamente quel senso.
non è una cosa nuova questa, è di -uhm- 3 anni fa, circa (mi ha inflitto altre torture l’amico chris, prima e dopo, soprattutto prima. I was fine before you came). però a volte ci sono dei mar-emoti, il fondale si smuove e si spargono sassi e sabbia, scheletri di pesci morti, perle rare che hanno perso la loro conchiglia. finchè tutto si riassesta in attesa della prossima inevitabile onda.
when they began they couldn’t have known a love as passionate as theirs would breed such criminal indifference.
…
time’s curves will never be circles. Never.
credits: pekkla, slsk, chris leo.

