handle with care

Le Silencieux ha rappresentato il mio ultimo caso di sindrome di stendhal online. lui ha la mia stessa età meno tredici giorni, gli occhiali da nerd e qualcosa a che fare con la chimica. credo gli si creino delle immagini in testa. ad una frase di una canzone corrisponde un disegno. è un mondo piccolo piccolo, all’apparenza. in realtà lo spazio intorno è immenso e oltre a non sapere cosa fartene crea anche parecchio disagio. allora ci sei tu e una sola altra persona. tu e un solo altro amico immaginario. tu e un buco profondo. tu e una stella seduti sulle scale ad immaginare i contorni di un mondo su misura. solo le cose essenziali, indispensabili. per il resto suoni e parole. tim traccia linee sottili e tremolanti. la sensazione è di qualcosa di fragile e provvisorio. il momento di transizione tra l’esserci ancora per poco e il non esserci più del tutto. la sensazione di aver visto qualcosa e poi accorgersi di essersi sbagliati. qualcosa di molto delicato, da maneggiare con cura. it all falls apart at first touch.
“qualcosa a che fare con la chimica” sta per Nocera Lab del MIT. quel genere di cose che ti lasciano un sacco di tempo libero per ascoltare musica, fare disegni emotivi e mandare le grafiche a threadless.
bisogna compensare in qualche modo