portland souvenir

Filed under: hearing voices — Wrote by pessi on Wednesday, November 7th, 2007 @ 2:44 pm

passo felpato. penso e ripenso. covo un uovo quadrato, ma a me sembra perfetto. delirio.

punta di piedi. piano piano. scatto. non lo stop-and-go matematico.

una sorta di -nonriescoadevitarlo- e poi di nuovo compostezza.

strati e substrati sonori. ogni volta scopro un particolare nuovo. a volte sembra di sentire le voci.

un secondo di percezione. e poi tutto si illumina.

friend and foe. la calma e la pacatezza. l’irrequietezza e l’iperattività emotiva.

un senso di precarietà in continua tensione verso una stabilità che viene abilmente raggirata.

collage sonori ed emotivi destrutturati e ricomposti con un senso di sfinimento, parole scandite come un concetto ostico ripetuto per l’ennesima volta a qualcuno che non riesce capire.

sono in tre, mettiamoci pure uno sdoppiamento di personalità a testa. fa comunque sei. continuano a sembrarmi molti di più.

mentalmente sottolinea i disturbi e a chi non ne mancano sembrerà di sentirsi a casa.

visivamente è un’illustrazione di un esploso su un libro di tecnica delle medie.

quest’oggetto frammentato bloccato all’infinito nello spazio e nel tempo, fermo immobile, come se stesse trattenendo il respiro. è destabilizzante, come idea da percepire.

in realtà tutto si incastra perfettamente.

e tutto, nel suo caos particolarissimo, ha un senso.

ps: la vinyl edition, dice pitchfork, è ripiegata in un origami-mostricciattolo con la bocca che si apre.

ps2: i menomena alimentano i miei dubbi sull’uso sociale di portland come città-esperimento per il deposito di soggetti con seri problemi da esternare sotto svariate forme ed espressioni.

  -

No comments yet. Be the first to comment this post.

Leave your comment

Made for Greta with good theme&patterns