Gisforgutless loves threadless too

Filed under: addicted to — Wrote by pessi on Friday, November 16th, 2007 @ 11:58 am

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tra le cose che, a scadenza più o meno regolare, ho bisogno di procurarmi ci sono le magliette di threadless. chi ha avuto modo di comunicare con me più di una volta -o una volta ma abbastanza a lungo- lo sa. ora ho una nuova fissa marchiata nude no more: i vestitini per i muri. sono alcune delle stesse grafiche proposte per le tees, però da appiccicare alle pareti. giusto oggi ho visto che hanno aggiunto quattro grafiche nuove, anche se stone jungle continua a vincere su tutte. inoltre nella sezione voting booth si può dire cosa ci piace (G spiegalo tu) e cosa no tra i design proposti, poi se ce n’era uno che piaceva particolarmente ma non è ancora in lista lo si può selezionare e proporre. tutto questo si trova su whatisblik, che tra l’altro ha anche altre cose piuttosto carine, ma io sono per la monogamia e threadless non si tradisce.

handle with care

Filed under: addicted to — Wrote by pessi on Wednesday, November 14th, 2007 @ 1:05 pm

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Le Silencieux ha rappresentato il mio ultimo caso di sindrome di stendhal online. lui ha la mia stessa età meno tredici giorni, gli occhiali da nerd e qualcosa a che fare con la chimica. credo gli si creino delle immagini in testa. ad una frase di una canzone corrisponde un disegno. è un mondo piccolo piccolo, all’apparenza. in realtà lo spazio intorno è immenso e oltre a non sapere cosa fartene crea anche parecchio disagio. allora ci sei tu e una sola altra persona. tu e un solo altro amico immaginario. tu e un buco profondo. tu e una stella seduti sulle scale ad immaginare i contorni di un mondo su misura. solo le cose essenziali, indispensabili. per il resto suoni e parole. tim traccia linee sottili e tremolanti. la sensazione è di qualcosa di fragile e provvisorio. il momento di transizione tra l’esserci ancora per poco e il non esserci più del tutto. la sensazione di aver visto qualcosa e poi accorgersi di essersi sbagliati. qualcosa di molto delicato, da maneggiare con cura. it all falls apart at first touch.

blah..um..er..

Filed under: paper — Wrote by pessi on Saturday, November 10th, 2007 @ 8:42 pm

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sono sicura che in fase tesi anche la persona letterariamente più spavalda viene sopraffatta da qualche dubbio. Ale, in una e-mail dove in virtual-ink rosso mi sottolinea alcune imperfezioni della mia tesi, pensa bene di linkarmi un sito abbastanza furbo, che tra consigli, trucchetti e un minimo di decenza grammaticale si potrebbe rivelare utile, in particolare per la gestione delle parole straniere in un testo in italiano.

Inoltre, considerata l’inflazione dei blog (a cui io ho contribuito giusto una settimana fa) sotto varie forme e contenuti, e alla qwerty -e non- comunicazione, consiglio di dare un occhio alla parte dedicata alla scrittura per il web.

Poi resta inteso che i deliri dell’ego restano l’espressione più “sana” dei propri pensieri, però ci sono casi particolari in cui si ha la necessità di farsi capire :)

no balance

Filed under: addicted to — Wrote by pessi on Friday, November 9th, 2007 @ 10:59 am

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la copertina è sulla suola, ogni volta che fate un passo sono le ultime cento pulsazioni di una pulsar CP 1919, praticamente disseminate stelle morenti ovunque andate. sul retro spunta un fact10, numero di unknown pleasure sul catalogo factory. buon gusto, essenziali. british. solo che (new) balance non è certo la parola migliore da abbinare a ian curtis.

present time

Filed under: what we must — Wrote by pessi on Wednesday, November 7th, 2007 @ 4:37 pm

anche questa volta arriverà natale, inevitabilmente.

non voglio dare lezioni a nessuno, ma secondo me questa è un’idea piuttosto carina+ethicallycorrect per un regalo.

sembra pro-green in realtà è solo pro-menogentedaMWadicembre.

ps: io e G comunque vogliamo la wii ;)

portland souvenir

Filed under: hearing voices — Wrote by pessi on Wednesday, November 7th, 2007 @ 2:44 pm

passo felpato. penso e ripenso. covo un uovo quadrato, ma a me sembra perfetto. delirio.

punta di piedi. piano piano. scatto. non lo stop-and-go matematico.

una sorta di -nonriescoadevitarlo- e poi di nuovo compostezza.

strati e substrati sonori. ogni volta scopro un particolare nuovo. a volte sembra di sentire le voci.

un secondo di percezione. e poi tutto si illumina.

friend and foe. la calma e la pacatezza. l’irrequietezza e l’iperattività emotiva.

un senso di precarietà in continua tensione verso una stabilità che viene abilmente raggirata.

collage sonori ed emotivi destrutturati e ricomposti con un senso di sfinimento, parole scandite come un concetto ostico ripetuto per l’ennesima volta a qualcuno che non riesce capire.

sono in tre, mettiamoci pure uno sdoppiamento di personalità a testa. fa comunque sei. continuano a sembrarmi molti di più.

mentalmente sottolinea i disturbi e a chi non ne mancano sembrerà di sentirsi a casa.

visivamente è un’illustrazione di un esploso su un libro di tecnica delle medie.

quest’oggetto frammentato bloccato all’infinito nello spazio e nel tempo, fermo immobile, come se stesse trattenendo il respiro. è destabilizzante, come idea da percepire.

in realtà tutto si incastra perfettamente.

e tutto, nel suo caos particolarissimo, ha un senso.

ps: la vinyl edition, dice pitchfork, è ripiegata in un origami-mostricciattolo con la bocca che si apre.

ps2: i menomena alimentano i miei dubbi sull’uso sociale di portland come città-esperimento per il deposito di soggetti con seri problemi da esternare sotto svariate forme ed espressioni.

where you are and where you want to be

Filed under: frantic — Wrote by pessi on Wednesday, November 7th, 2007 @ 2:32 pm

Ho scoperto di poter ancora vivere la sensazione nota come “è il pezzo sbagliato, ma lo devo incastrare per forza”. Come da piccoli, alle prese con un puzzle che non può averla vinta e che quel pezzo hai deciso che deve stare lì e solo lì. In fondo lo sai benissimo che non è così, ma se VUOI PUOI farcelo stare. Lo spingi, lo deformi, lo forzi, un paio di pugnetti di assestamento per spianare le ribellioni del pezzo disobbediente.

Fatto. FINITO!

Nonostante alla fine sia palese che c’è qualcosa che non va.

lost & found

Filed under: frantic — Wrote by pessi on Monday, November 5th, 2007 @ 12:30 pm

e’ che da me non ci si può aspettare che ricomponga numeri e che cerchi di sembrare il meno imbarazzata possibile. chi è rimasto al passo lo sa, chi è arrivato da poco l’ha capito, gli altri se lo ricordano. mi mimetizzo qua, ma allo stesso tempo mi espongo e vi indico – strizzatina d’occhio- dove mirare.

ho perso dei pezzi per strada.

questo è una sorta di ufficio lost&found. c’è qualcosa di mio, qualcosa di tuo, qualcosa di pedro. se trovate qualcosa che vi appartiene, prendetelo. se non lo volete più, lasciatelo. magari qualcuno lo troverà interessante, o curioso. forse lo troverà e basta. può succedere che il vostro oggetto smarrito sarà più carico di emotività che di polvere. può succedere l’indifferenza. o il rifiuto. mi viene in mente il titolo di un disco.
your favorite people all in one place.
gran disco, tra l’altro.

play.


Made for Greta with good theme&patterns